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Domenica 29 gennaio mi sono recato all’Art Fiera di Bologna, la manifestazione nazionale più blasonata del settore.

In compagnia di un amico, appassionato e collezionista, visito questa grande kermesse imbattendomi fin da subito in uno dei grandi pezzi del mitico Fontana.

È la terza volta che visito Art Fiera a Bologna e come fotografo sono ben felice di scoprire a ogni edizione il padiglione dedicato alla Fotografia.

Quest’anno, oltre ai soliti grandi autori (cito tra gli altri gli italiani Mario Giacomelli, Berengo Gardin e Luigi Ghirri) noto alcune interessanti esposizioni di immagini di una fotografa russa, tale Katarina Belkina, che attualmente lavora e vive a Berlino. Il ritratto della giovane ragazza proposto da Belkina ha un suo grand dire tra i padiglioni: un’immagine che ti cattura, grazie a uno sguardo fisso e intenso, empatico, direi ipnotico, ma perso nel nulla.

L’opera di dimensioni 100×100 montata su cornice in vetro a cassetta è attentamente e scrupolosamente osservata da una coppia matura di cinquantenni. Il venditore della galleria accanto a loro non si perde in tante chiacchiere e propone l’opera per ben Euro 9.000.

A questo punto, come fotografo, mi accorgo ancora una volta di quanto sia importante il canale giusto per arrivare alla proposta artistica.

Sono anche convinto che servano progetti interessanti come proposta culturale per emergere, non certo uno scatto ben riuscito.

Mi chiedo allora: ma dove sta la differenza tra me e Belkina?

Anch’io sono felice per aver vinto con la Fotografia di matrimonio premi internazionali.

In tutto ciò quello che conta e che alla fine Regina è comunque la Fotografia.

Con tutto questo ripensamento interiore me ne torno a casa contento di assaporare il gusto della vittoria della grande Fotografia.

La fotografia resta a mio avviso una delle invenzioni più grandi degli ultimi secoli.