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Quando conobbi Robert Frank.

By 11 Settembre 2019 No Comments

Quando conobbi Robert Frank.

Oggi piango il grande fotografo Robert Frank, il mio padre putativo in fotografia.

Robert è per me il maestro che più mi ha influenzato nel mio modo di fare fotografia.

Quando ebbi modo molti anni fa di avere tra le mani per la prima volta il leggendario libro “The Americans” capii che la Fotografia era altro rispetto a come l’avevo vissuta prima.

The Americans oltre ad essere una splendida “Bibbia” fotografica è per me il libro che mi ha cambiato la vita come fotografo.

A Robert oggi, devo assolutamente molto del mio fare fotografia di matrimonio.

Ancora oggi quando come fotografo di matrimonio cerco ispirazione per alcuni miei lavori o quando sono scarico di energia creativa, riguardo le sue immagini che mi infondono forza e voglia di fotografare , stimolando la mia parte più curiosa , riportando attenzione nel mio osservare il mondo che mi circonda.

Robert è stato il fotografo che ha saputo far vedere al mondo gli americani e l’America da un punto di vista tutto nuovo , come mai nessuno l’aveva raccontata.

Di Robert Frank ho amato fin da subito lo stile a volte “sporco”, scattando fotografie a colpo d’occhio, rompendo gli schemi ingessati delle regole e della tecnica.

La Fotografia è con Lui regina dell’attimo e della forza evocativa della narrazione. Dentro alle sue immagini nascono storie di vita inconsuete e sconosciute.

Nel 2006 quando allora ero Vice Presidente del Fondo Internazionale Orvieto Fotografia, invitammo il grande Robert alla Convention OrvietoFotografia.

Robert arrivò accompagnato dalla moglie e fu una vera esperienza di vita.

Quando fummo a tu per tu la mia voglia di fare cento, mille domande svanì nel nulla poiché di fronte a questo “Dinosauro” della Fotografia sentii l’esigenza di fare silenzio, di non

chiedere, di avere rispetto e compresi che la maniera migliore per apprendere da Lui i famosi “segreti” era osservare meglio le sue immagini, i suoi scatti memorabili che lo hanno fatto

entrare nell’Olimpo della Fotografia Internazionale.

La cosa che più lo ha contraddistinto ai miei occhi, la sua grande lezione  è stata la sua completa e assoluta umiltà, nel fare e nel parlare.

Questo ho imparato da Robert Frank, l’umiltà. Questa è stata la sua grande lezione.

Ho compreso che la Fotografia è Fotografia, nel modo di saper osservare di vivere, di essere persona che ha la propria visione dei fatti da raccontare.

La dentro alle immagini si leva la voce alta , il grido di dolore , l’accusa alla società, la critica feroce agli abusi di potere , alla tracotanza e arroganza delle classi dominanti.

Per Lui il successo personale è stato una semplice conseguenza delle sue immagini, tante volte non sempre lette bene dalla critica.

Oggi Lui non c’è più, ma restano a noi tutti le sue immagini che hanno dentro la vita dei momenti che lui ha fissato per sempre e che raccontano oggi e racconteranno domani a chi tutto questo non lo ha potuto vivere e conoscere prima d’ora.

A me resta un libro che diviene più prezioso di prima in quanto raccoglie la sua eredità etica e fotografica e la risposta all’unica domanda che gli feci:

“Maestro posso avere il suo autografo sul libro?” Ricordo ancora il suo sguardo e il suo  accenno di sorriso sulle labbra chiuse…e poi il mio cuore che batteva forte!

Grazie Robert…grazie Maestro.

 

 

 

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