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Fotografo sulla Motonave Achille Lauro, Il Rullino Zero.

L’emozione dell’imbarco e il laboratorio fotografico.

La valigia era rossa. Di un rosso acceso, quasi sfacciato, che stonava con il grigio dei marciapiedi della stazione di Treviso. Mentre aspettavo il treno per Genova, quel luglio del 1987, sentivo ancora addosso il peso fantasma della divisa.

bersagliere-fotografo-alfonso-lorenzetto-1986Ero tornato alla vita civile solo da pochi mesi. Dal 14 marzo 1986 al 4 marzo 1987, la mia casa era stata la Caserma Cadorna di Legnano, nel Secondo Battaglione Bersaglieri Governolo. Un anno vissuto a passo di corsa, tra le piume al vento e il rigore di una disciplina che mi aveva forgiato, ma che mi aveva anche lasciato addosso una fame disperata di libertà. Ero un “fante piumato” appena congedato che cercava di capire come trasformare quella corsa in un cammino tutto suo.

Il destino arrivò tra le bancarelle del mercato di Roncade, in un lunedì mattina qualunque. Fu lì che incrociai Gianni, un collega fotografo. Dopo i soliti convenevoli, lui mi lanciò una domanda che avrebbe cambiato tutto: — “Alfonso, ti piacerebbe l’idea di lavorare come fotografo a bordo delle navi da crociera?”

Sentii una scossa elettrica. Pochi giorni dopo ero al Lido di Jesolo, all’Albergo Rosa, per il colloquio con il titolare dell’appalto. Cercavano qualcuno con occhio e velocità. Io avevo ventitré anni e una voglia di spaccare il mondo che mi usciva dai pori. — “Sei assunto”, mi disse. Così inizio la mia vita da fotografo di bordo.

Non avevo una macchina fotografica mia in quella valigia rossa; sapevo che l’attrezzatura mi sarebbe stata data a bordo. Ma dentro quel guscio di plastica c’erano i miei vestiti civili e tutta la mia fame di ignoto. La settimana dopo ero già in viaggio verso Genova. Lasciavo la terraferma per andare incontro alla leggenda: l’Achille Lauro.

la motonave achille lauro

  • Ricordi dell’Achille Lauro

CAPITOLO 1: Il Lirinto e la Danza del Mare

Appena varcata la passerella del Ponte dei Mille, l’Achille Lauro mi inghiottì. I primi giorni furono uno smarrimento continuo. La nave era un labirinto di metallo e moquette, un intreccio di corridoi stretti che sfociavano improvvisamente in saloni maestosi, ponti assolati e scale ripide che sembravano non finire mai. Cercare la mia cabina o il piccolo laboratorio era una sfida contro l’orientamento, tra l’odore di resina, di cucina e di mare che permeava ogni angolo.

Ma la sfida più grande non era trovare la strada, era imparare a camminare. Il mare non sta mai fermo, e l’Achille Lauro, nonostante la sua mole, assecondava quel respiro profondo dell’oceano. Dovetti assuefarmi subito al moto ondoso. Il mio corpo doveva imparare una nuova lingua: quella del rollio e del beccheggio. All’inizio barcollavo, cercavo un equilibrio che la terraferma mi aveva sempre garantito, ma che lì era diventato un’opinione.

motonave-achiell-lauro-alfonso-lorenzetto-fotografo-di-bordoLa cosa più strana succedeva però quando scendevo a terra. Dopo giorni di navigazione, appena mettevo piede sulla banchina ferma di un porto, il mio cervello si ribellava. La terraferma mi sembrava, troppo rigida. Mi mancava quel dolce dondolio sotto i piedi; sentivo la “fermezza” come un disturbo. Era il segno che la nave mi stava entrando dentro, che il mio ritmo biologico si stava tarando su quello delle onde.

In quell’equilibrio precario, mi vennero consegnate le mie “armi” di pace. Niente più fucili da bersagliere, ma strumenti di precisione assoluta: Fotografia analogica anni ’80 Canon T70 e T90. Prendere in mano quelle fotocamere aziendali fu come impugnare il futuro. Erano pesanti, solide, lucide. Insieme al flash Metz 60, diventarono le mie compagne inseparabili. Imparai a muovermi nel labirinto della nave con la Canon al collo, compensando il moto ondoso con le gambe e il corpo, cercando di mantenere l’orizzonte dritto nel mirino mentre tutto intorno a me danzava.

Ero pronto. Non ero più un fante, ero il Fotografo 4.000, e il labirinto bianco era diventato il mio regno.

fotografo-alfonso-lorenzetto-con fotocamera canon T90 degli anni 80

Continua con il Capitolo 2 stai connesso!!!

Alfonso Lorenzetto

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